Carenza di vitamina D: ecco come prevenirla

691047731 691047731

La vitamina D è d’importanza vitale, questo è certo. Gli esperti medici hanno pareri discordanti su quando si possa parlare di una carenza di vitamina D e su chi abbia bisogno di preparati artificiali. Fatti importanti su questo tema.

Cos’è la vitamina D e a che cosa serve

La vitamina D è in realtà un ormone che il corpo produce nella cute con l’aiuto dei raggi solari. Per questo la si definisce anche «vitamina del sole».

Nel corpo umano la vitamina D svolge le seguenti funzioni:

  • Regola il metabolismo del calcio e del fosfato.
  • Favorisce l’assorbimento del calcio e del fosfato nell’intestino e quindi permette di avere ossa e denti forti.
  • Allo stato attuale delle conoscenze, la vitamina D non risulta solo importante per le ossa, bensì anche per tutto l’apparato motorio, in particolare per i muscoli.
  • Alla vitamina D è ascritta un’ampia gamma di altre qualità positive, in quanto si ritiene protegga da malattie cardiocircolatorie, autoimmuni o infezioni. Tuttavia, le ricerche più recenti non sono in grado di confermare tali effetti.
  • Finora si è sostenuto che i preparati a base di vitamina D aiutino a prevenire l’osteoporosi, le fratture e le cadute. Una nuova e più ampia analisi scientifica mostra un risultato diverso: le terapie preventive non determinano alcun apporto per gli adulti sani senza fattori di rischio. Un beneficio risulta solo per pazienti che hanno già l’osteoporosi o hanno subito fratture.

Conseguenze della carenza di vitamina D

Una forte carenza di vitamina D può causare nei neonati e nei bambini piccoli il rachitismo. Anche negli adulti può causare «rammollimento delle ossa» (osteomalacia) e fragilità ossea (osteoporosi).

Sintomi della carenza della vitamina D

Non è ancora stato chiarito se una lieve carenza di vitamina D causi davvero dei disturbi. Questi sintomi non sono sempre considerati sicuri.

  • Stanchezza
  • Dolori diffusi alle ossa e ai muscoli
  • Debolezza muscolare
  • Svogliatezza
  • Umore depresso
862246682
Iniziare a fare jogging o correre una maratona

Piano gratuito di allenamento

Scaricare adesso

Prevenire la carenza di vitamina D: stare regolarmente all’aria aperta

L'80-90% della vitamina D necessario alla salute è garantito dalla sintesi endogena nella pelle. Chi si espone regolarmente ai raggi solari può garantirsi una produzione sufficiente di vitamina D, almeno da aprile a settembre.

In questo contesto, è importante

  • Esporre viso e mani scoperti al sole più volte durante la settimana per 5-25 minuti. La durata dipende dal tipo di pelle, dal mese, dall’ora del giorno.
  • Sono consigliabili parecchi brevi «bagni solari».
  • Di norma bastano le attività quotidiane, come l’andare a piedi al lavoro o a scuola, o altre possibilità di stare all’aria aperta.
  • Si devono evitare le scottature ma senza usare creme protettive, che riducono la sintesi della vitamina D.

Una causa della carenza di vitamina D in inverno: troppo poco sole

Durante l’inverno, alle nostre latitudini l’irraggiamento solare non permette una sufficiente sintesi della vitamina D. Tuttavia, il corpo può immagazzinarla, contribuendo così per un po’ all’approv­vigio­na­mento. A questo scopo è necessario essere stati a sufficienza al sole in estate. Su quanto duri questa scorta e se basti fino alla primavera vi sono dati che differiscono fra loro.

Nel periodo più buio dell’anno è pertanto importante

  • Un’alimentazione ricca di vitamina D. La Società tedesca di nutrizione (DGE) consiglia di consumare pesce di mare grasso una o due volte la settimana.
  • Anche nella stagione fredda è importante andare all’aria aperta regolarmente, meglio se a volto e mani scoperti.
  • Se vi sono dubbi, se si presentano sintomi e prima di assumere preparati vitaminici, farsi consigliare dal medico.

Tabella: alimenti contenenti vitamina D

Determinati alimenti possono fornire una piccola parte della vitamina D necessaria. Eccone una selezione. (contenuto di vitamina D per ogni 100 grammi; i valori possono però differire anche nettamente in base all’origine del prodotto).

Alimento
Contenuto di vitamina D
Aringa fino a 25 µg
Salmone selvatico fino a 25 µg
Salmone d’allevamento fino a 6.25 µg
Tuorlo fino a 6,25 µg
Uovo intero fino a 5 µg
Gallinacci
fino a 5 µg
Champignon
fino a 1,25 µg

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D si differenzia in base ai gruppi della popolazione ed è riportato nella tabella (dati in microgrammi, μg).

A quanto ammonta il fabbisogno giornaliero di vitamina D?

Gruppo della popolazione
Fabbisogno giornaliero
Neonati nel 1° anno di vita 10 µg
Dal 2° al 60° anno di vita 15 µg
Donne in gravidanza e che allattano 15 µg
A partire da 60 anni 20 µg

Valori relativi alla carenza di vitamina D: da quando si parla di mancanza

Gli esami del sangue permettono di constatare se si soffre di carenza di vitamina D. Si determina il dosaggio di 25-idrossivitamina D (calcidiolo). Se la concentrazione è inferiore a 50 nanomol per litro di siero sanguigno (nmol/l) si parla, secondo l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), di una carenza di vitamina D. Si differenzia in questo contesto fra insufficienza (concentrazioni fra 25 e 49 nmol/l) e grave carenza di vitamina D (sotto i 25 nmol/l). Se il valore è inferiore a 25 nmol/l, di norma si consiglia una terapia con integratori di vitamina D.

Perché non tutti devono fare un test della vitamina D

Le analisi del sangue sono adatte solo nei casi di un forte rischio di carenza e non sono consigliate come test preventivo generale. Sono senz’altro utili per pazienti anziani reduci da una caduta. Il fatto che questi test siano nel frattempo molto diffusi e considerati standard origina pareri discordi.

Chi rischia una carenza di vitamina D

  • Persone con la pelle di colore scuro: per loro è necessaria più irradiazione UV.
  • Persone anziane: con il passare degli anni il corpo produce minori quantità di vitamina D.
  • Persone in sovrappeso, probabilmente a seguito del maggiore assorbimento della vitamina D nel tessuto adiposo.
  • Donne in gravidanza
  • Neonati; nel primo anno di vita ricevono dei supplementi di vitamina D per la prevenzione del rachitismo.
  • Persone che per motivi culturali/religiosi portano vestiti che coprono tutto il copro.
  • Persone che a causa di una malattia o di necessità di cure devono rimanere in casa ed evitare il sole.
  • Persone che soffrono di insufficienze renali o patologie epatiche croniche.

Preparati di vitamina D: capsule, compresse, gocce

I preparati a base di vitamina D devono essere assunti solo se è stata verificata una carenza e previa consultazione con il medico. Infatti, un sovradosaggio può essere rischioso. Un’assunzione per lungo tempo di più di 100 microgrammi di vitamina D al giorno è rischiosa. I preparati a base di vitamina D sono disponibili in varie forme come capsule, compresse e gocce.

Dosi troppo alte possono essere segnalate dai seguenti sintomi:

  • Aritmie cardiache
  • Debolezza
  • Stanchezza
  • Mal di testa
  • Nausea
  • Vomito
  • Stati mentali alterati
  • Un sovradosaggio prolungato può inoltre generare calcoli renali e insufficienze renali.

La produzione endogena di vitamina D si regola da sé; in questo modo si evita un sovradosaggio tramite capsule. Gli esperti mettono dunque in guardia dall'assunzione contemporanea di propria iniziativa da varie fonti: alimenti arricchiti, integratori, medicamenti.

Quellen:
  • The Lancet Diabetes & Endocrinology
  • Gruppenpraxis Medix
  • Bundesamt für Lebensmittelsicherheit und Veterinärwesen (BLV)

Panoramica dei premi 2023

Calcolare il premio

Cosa vorrebbe leggere?

Ben assistiti con la CSS

Consulenza nutrizionale
Con l’aiuto di specialisti può modificare le sue abitudini alimentari a lungo termine.
All'offerta
Coach della salute
Si faccia consigliare personalmente su tematiche riguardanti la salute.
Scoprire il servizio
Verificare i sintomi
Ricevere un consiglio, concordare un appuntamento dal medico e molto altro ancora.
Scoprire l'app Well